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	<title>comunismo &#8211; PdF Veneto</title>
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	<description>Il Popolo della Famiglia - Regione Veneto</description>
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	<title>comunismo &#8211; PdF Veneto</title>
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		<title>L’ANTISEMITISMO È DI SINISTRA, LA SEGRE LO SA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:47:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Mario Adinolfi Liliana Segre, ultima superstite ad aver vissuto l’abisso di Auschwitz, ha posto il tema: mai avrebbe immaginato che “l’antisemitismo, che c’è sempre stato, ma era un tabù, oggi si sarebbe fatto così manifesto, sfacciato, vergognoso, disgustoso”. E, bisogna aggiungere: di sinistra. La comunità ebraica di Milano ha disertato, in polemica con l’Associazione [&#8230;]]]></description>
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<p><b>di Mario Adinolfi </b>      </p>
<p>Liliana Segre, ultima superstite ad aver vissuto l’abisso di        Auschwitz, ha posto il tema: mai avrebbe immaginato che        “l’antisemitismo, che c’è sempre stato, ma era un tabù, oggi si        sarebbe fatto così manifesto, sfacciato, vergognoso, disgustoso”.        E, bisogna aggiungere: di sinistra.</p>
<p>La comunità ebraica di Milano ha disertato, in polemica con        l’Associazione nazionale partigiani (Anpi), l’incontro con gli        studenti per la Giornata della memoria. Il rabbino capo della        comunità di Roma, Riccardo Di Segni, dice che “l’Anpi fa battaglie        che contraddicono i suoi scopi istituzionali” e quello di Trieste,        Alexander Meloni, la dice fuori dai denti: “Oggi l’antisemitismo        più pericoloso e più attivo viene dalle sinistre”. D’altronde la        Brigata ebraica viene sempre contestata alle manifestazioni per il        25 aprile (da anni, non c’entra la guerra a Gaza) e quelli di        Cambiare rotta, organizzazione giovanile comunista nota per aver        messo un fantoccio di Elon Musk a testa in giù a piazzale Loreto,        sono espliciti sostenitori di Hamas e considerano il massacro di        civili israeliani del 7 ottobre “un atto rivoluzionario della        resistenza palestinese che ha messo a nudo la natura dello Stato        sionista”. Insomma antisemitismo travestito da antisionismo, visto        che la stragrande maggioranza dei 15 milioni di ebrei vive o si        riconosce nello Stato di Israele, che Hamas vuole distruggere e        che buona parte della sinistra mondiale ritiene fondato        illegittimamente su una violenza paragonabile a quella nazista (di        qui l’uso della parola “genocidio” tramutata in atto d’accusa per        i governanti israeliani, accusa che Liliana Segre e tutti gli        ebrei trovano insopportabile oltre che ingiusta proprio per        l’assonanza con ciò che subirono da parte dei tedeschi,        oggettivamente oltre che numericamente imparagonabile con quel che        è accaduto a Gaza).</p>
<p>Se ascolti una corrispondenza di Francesca Mannocchi per La7 o        leggi una paginata di Repubblica soprattutto dopo che Maurizio        Molinari è stato cacciato dalla direzione (anche perché sgradito a        parte della redazione proprio perché ebreo e filoisraeliano, con        tanto di scioperi e voti di sfiducia a seguito dell’intervista al        cantante Ghali bloccata perché s’era rifiutato di rispondere a una        domanda sul 7 ottobre) capisci chiaramente cosa pensano a        sinistra: Israele è genocida, il suo premier è un criminale di        guerra che deve marcire per il resto dei suoi giorni in galera,        nella striscia di Gaza dominata da Hamas l’odio per lo Stato        ebraico e desiderarne la distruzione sono sentimenti che oscillano        tra il comprensibile e il condivisibile.</p>
<p>Quando Liliana Segre parla di “antisemitismo sfacciato,        vergognoso, disgustoso” a tutto questo si riferisce. Le destre, in        Italia e nel mondo, non sono antisemite. Tra i tanti rimproveri        che si fanno a Meloni e a Orban, a Trump e a Musk non c’è        l’antisemitismo. L’antisemitismo oggi è di sinistra e basta        frequentare un qualsiasi collettivo studentesco di quelli che        impediscono agli interlocutori ebrei anche solo di mettere piede        all’università per rendersi conto del problema. Io non prendo        posizione a favore di israeliani o palestinesi, ho scritto da        tempo che non credo neanche alla soluzione “due popoli due Stati”        che mi pare francamente irrealizzabile, per me l’unica soluzione        per quel territorio è confederale sul modello svizzero ma non è        questo il luogo per avviare la discussione. <br />        Oggi io credo che fossi nei panni di Liliana Segre sarei veramente        triste, per tutto quello che da ragazza visse ottant’anni fa, nel        vedere una sinistra che formalmente la osanna nelle cerimonie        commemorative ma nel presente in realtà coltiva il germe di un        odio distruttivo. Provo sincera empatia per questa donna che a        tredici anni si trovò a dover sopravvivere ad Auschwitz e oggi        deve vivere sotto scorta perché simbolo odiato del popolo ebraico.        Mi chiedo come possa la sinistra chiedere continuamente abiure a        coloro che considerano eredi attuali del fascismo per i fatti del        1944 e allo stesso tempo essere fiancheggiatrice dell’odio        antisemita esploso nel 2024. Liliana Segre fu deportata il 30        gennaio 1944 a Auschwitz con il padre, poi furono arrestati e        deportati lì anche i nonni, uccisi tutti nelle camere a gas.</p>
<p>Dei 776 under 14 ebrei italiani presenti nei campi dì        concentramento nazisti sopravvissero in 25. Contro una donna        ultranovantenne che ha vissuto tutto questo piovono        quotidianamente minacce e insulti a valanga soprattutto sui        social, qualcuno più noto come Gabriele Rubini in arte Chef Rubio        espressione della sinistra apertamente pro-Hamas è stato pure        denunciato. I magistrati di Roma nel marzo 2024 lo hanno costretto        a rimuovere dai social alcuni suoi messaggi esplicitamente        antisemiti, ma sugli insulti a Liliana Segre un pm milanese        proprio pochi giorni fa ha chiesto l’archiviazione spiegando che        sì le frasi erano “lesive della reputazione” della Segre e con        valenza diffamatoria, ma solo “astrattamente” perché tali parole        devono “contestualizzarsi all&#8217;interno del dibattito social”. Ecco,        davanti a questi giri di parole che di fatto legittimano        l’antisemitismo di sinistra più vigliacco (perché tra compagni si        coprono), io al posto di Liliana Segre avrei presentato le        dimissioni da senatore a vita. Invece stranamente la notizia di        questa strana richiesta d’archiviazione proprio a ridosso della        Giornata della Memoria sui giornali non è proprio arrivata, ne        leggete per la prima volta qui anche se Liliana Segre proprio dopo        questa notizia ha scelto di non partecipare ad alcuni eventi        dichiarandosi “stanca” per gli insulti ricevuti.</p>
<p>Suggerisco di guardare il docufilm intitolato Liliana,        distribuito in 260 sale. Un cinema di Modena che lo ha messo in        programmazione pubblicando la locandina sui social è stato        sommerso dagli insulti contro la Segre definita dai più gentili        “parassita perniciosa”. Primo Levi morì suicida affermando che “la        peste non c’è più, ma l’infezione circola silenziosa”. Neanche        troppo silenziosa, direi, con la sinistra che ne è totalmente        responsabile e dovrebbe tenere meno celebrazioni ipocrite,        ponendosi invece il problema di un’autocritica che sradichi questa        vergogna.</p>
<p>      </p>
<p>      </p>
</p></div>

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		<title>LA LEZIONE CHE DOBBIAMO TRARRE DAL GIORNO DELLA MEMORIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 12:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di M. Adinolfi Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava nel campo di sterminio nazista di Auschwitz. Bisogna essere sempre nettissimi nell’affermare che quella follia genocida fu resa possibile non solo dal volere di Adolf Hitler e dei suoi gerarchi, ma anche da milioni di persone che collaborarono in mille modi allo sterminio anche solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<div>
<p><b>di M. Adinolfi</b>      </p>
<p>Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava nel campo di sterminio        nazista di Auschwitz.</p>
<p>Bisogna essere sempre nettissimi nell’affermare che quella follia        genocida fu resa possibile non solo dal volere di Adolf Hitler e        dei suoi gerarchi, ma anche da milioni di persone che        collaborarono in mille modi allo sterminio anche solo obbedendo a        ordini o facendo scorrere il cupo meccanismo che dalla delazione        al rastrellamento all’azione di guerra e deportazione dai vagoni        piombati arrivava fino alle camere a gas. </p>
<p>Non dobbiamo mai dimenticare che il male assoluto fu perpetrato        da normalissimi esseri umani conformisti rispetto al potere        costituito.</p>
<p>Il conformismo e l’ignavia sono le tentazioni che più dobbiamo        temere, purtroppo insidiano continuamente l’essere umano e lo        rendono capace di ogni abominio senza neanche la lucidità di        riconoscerlo come tale. </p>
<p>Questa è la lezione che dobbiamo trarre dal Giorno della Memoria.</p>
<p>      </p>
<p>      </p>
</p></div>

<a href='https://veneto.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/27/la-lezione-che-dobbiamo-trarre-dal-giorno-della-memoria/shoah/'><img decoding="async" width="150" height="84" src="https://veneto.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/uploads/2025/01/Shoah.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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		<title>SU CRAXI E CIÒ CHE FU SPAZZATO VIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 23:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Craxi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Mario Adinolfi Craxi, Leone, Moro, Cossiga, Andreotti e Berlusconi hanno un filo rosso che li unisce: sono stati tutti presidenti del Consiglio, un paio anche presidenti della Repubblica, leali verso il quadro delle alleanze atlantiste ma preoccupati di salvaguardare una forte autonomia dell’Italia, un ruolo del Paese nel mondo non prono a interessi terzi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
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<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start"><b>di Mario Adinolfi</b></div>
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">Craxi, Leone, Moro, Cossiga, Andreotti e Berlusconi hanno un filo rosso che li unisce: sono stati tutti presidenti del Consiglio, un paio anche presidenti della Repubblica, leali verso il quadro delle alleanze atlantiste ma preoccupati di salvaguardare una forte autonomia dell’Italia, un ruolo del Paese nel mondo non prono a interessi terzi. Craxi, con Martinazzoli guardasigilli che controfirmava gli atti del governo, fu il protagonista della crisi di Sigonella con i carabinieri italiani che nel 1985 circondano i marines americani che pretendevano di agire sul nostro territorio per fermare un terrorista palestinese. Insomma, una dignità diversa rispetto a chi si fa prima baciare in testa da Biden, poi arresta un iraniano per volere degli americani, infine vola a chiedere il permesso di rilasciarlo al nuovo inquilino della Casa Bianca per cedere a un ricatto di Teheran. </div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">Nulla mi toglie dalla testa che Craxi, Leone, Moro, Cossiga, Andreotti, Martinazzoli e Berlusconi abbiano tutti pagato con persecuzioni di varia natura la loro autonomia e che il Partito comunista italiano, con la sua mano destra mediatica e con la mano sinistra giudiziaria, sia stato lo strumento con cui rendere fatali tali persecuzioni, dal punto politico e talvolta anche fisico. Il Pci-Pds è stato paradossalmente un fattore particolarmente ligio ad obbedire agli interessi sovranazionali, non a caso il D’Alema primo e unico comunista arrivato a Palazzo Chigi come atto di fedeltà dopo l’insediamento alla presidenza del Consiglio concede agli americani le basi in Italia e lo spazio aereo per andare a bombardare Belgrado. Altro che Craxi e Sigonella. </div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">Tra il 1978 e il 1994 l’autonomia dell’Italia è stata travolta e la sua classe dirigente migliore fisicamente abbattuta da un Pci-Pds i cui uomini furono invece salvaguardati perché capaci di obbedienza oltre che di odio verso l’avversario. D’Alema voleva vedere “Berlusconi andare al parco a chiedere l’elemosina”, alla fine al parco c’è andato lui, ma dal 1994 avviò una stagione di persecuzione mediatico-giudiziaria che arrivò fino all’espulsione del leader di Forza Italia dal Senato dopo una condanna. Anche Craxi fu condannato: a 5 anni e 4 mesi per corruzione, a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito. Come ebbe a dire in un notissimo discorso parlamentare immediatamente precedente alle monetine del Raphael, il finanziamento illecito riguardava tutti i partiti ma i comunisti ne uscirono giudiziariamente e politicamente illesi. Il 2 giugno 1992, a Cossiga appena abbattuto, Andreotti sotto processo per mafia e Craxi già ferito da Tangentopoli che non poté andare a Palazzo Chigi nonostante la vittoria alle elezioni di aprile, sul panfilo Britannia un gruppo di importantissimi finanzieri e banchieri si incontrarono con i vertici di Bankitalia e del Tesoro, Ciampi e Draghi, per stabilire la privatizzazione delle principali aziende pubbliche del Paese. </div>
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<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">L’anniversario della morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000 in Tunisia ad Hammamet, ci consente di aprire una pagina di riflessione storica: come ha fatto il Partito comunista italiano a spazzare via, grazie alla complicità della tenaglia mediatico-giudiziaria, tutti i suoi avversari politici anche quando erano giganteschi statisti senza mai vincere le elezioni? Craxi era letteralmente odiato dal Pci, fu il <span class="html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs" style="text-decoration: none;margin: 0px;text-align: inherit;padding: 0px;font-family: inherit"></span>primo a essere definito emulo del fascismo, Forattini su Repubblica lo disegnava in camicia nera, D’Alema che era presidente del Consiglio prima che morisse impedì che potesse rientrare in Italia a curarsi. L’odio era politico ma nei comunisti e post comunisti finiva per avere ricadute personali: furono loro con la strategia della fermezza a impedire nel 1978 ogni trattativa che potesse salvare la vita di Aldo Moro, che proprio Craxi invece voleva aprire. Sempre loro a costringere il presidente della Repubblica, Giovanni Leone, a dimettersi poco dopo per uno scandalo in cui era totalmente innocente dopo una campagna mediatica lanciata da Camilla Cederna sull’Espresso. E fu il Pci appena trasformatosi in Pds a lanciare l’impeachment contro Francesco Cossiga, anche lui costretto alle dimissioni dal Quirinale. L’odio comunista poi verso Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi subito dopo si fece azione giudiziaria con una serie infinita di processi avviata nel biennio 1992-94 con Tangentopoli che abbatté un’intera classe dirigente e costrinse Craxi a lasciare definitivamente l’Italia. </div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">In quel momento nel settore pubblico che valeva il 25% del Pil del Paese era impiegato il 16% della forza lavoro italiana, con salari di livello europeo, mentre il debito pubblico ammontava a 795 miliardi di euro (oggi è il quadruplo, nel sistema pubblico ci lavora il 5% della forza lavoro e i salari sono i più bassi d’Europa). Nel 1993 Ciampi diventa presidente del Consiglio e privatizza il gruppo Sme. Alemagna, Motta e Surgela se li prende la Nestlé. Dal 1996 con i governi Prodi e D’Alema fu smembrata e venduta l’Iri, mentre i “capitani coraggiosi” si prendevano la Telecom. Poi le Autostrade furono date ai Benetton. Contemporaneamente si avviava la dismissione delle quote pubbliche nelle banche, Enel, Eni, Alitalia. Con le svendite il debito pubblico è stato risanato? No, è quadruplicato. Sono solo stati abbattuti i salari, mentre le tariffe dei servizi sono aumentate a dismisura. </div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="font-family: inherit;text-align: start">Craxi fu il più lucido a individuare fin da subito il disegno che collegava lo smantellamento della classe dirigente italiana della prima Repubblica con la svendita del Paese e gli interessi sovranazionali retrostanti. Cossiga definiva così Draghi quando nel 2008 pareva potesse andare a Palazzo Chigi: “Un vile affarista, liquidatore dell’industria pubblica italiana dopo la famosa crociera sul Britannia”. La “falsa rivoluzione italiana” di cui ha sempre parlato Craxi da Hammamet ha devastato la migliore classe dirigente del Paese svendendolo agli interessi stranieri di pochissimi (Soros tra costoro, altro che Musk) che in cambio hanno sostenuto e blindato l’area politica che consentiva tutto questo, quella comunista a post comunista, incapace di vincere le elezioni ma sempre al potere. Almeno fino ad oggi. Se è vero che il vento sta cambiando ormai in tutto il mondo, è tempo di avviare una precisa fase di studio storico di quanto accaduto tra il 1978 e il 1994, affinché l’Italia possa riprendersi finalmente il ruolo autonomo che le spetta.</div>
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